The theme of the single-family home has always been a particular area of design experimentation, allowing architects to explore new expressive and linguistic horizons in architecture. It is a field of research that is somewhat isolated, probably because it requires reflection on the place where human thoughts, memories and dreams interact, but at the same time it is industrious and, in some ways, ideal for meditating on issues that closely concern the design of a complete architectural organism. For example: the idea of living, the idea of space, as well as the geometric, proportional, constructive and compositional aspects of form.
It is precisely within this research horizon that the design seminar entitled Designing a single-family home by rewriting a pre-existing structure takes shape, held by the author, with the awareness of operating in the midst of a bumpy path – and therefore even more interesting – fuelled by an intention to translate the search for a balance that combines the architect’s experience with the researcher’s knowledge.
The idea of approaching the design of the house by transforming something that already exists, that has a form and that in some way generates spatiality and expresses materiality, inevitably directs the workshop activity towards the construction of a fundamental point of view on the project based mainly on the acquisition of analysis techniques aimed both at identifying the morphological and spatial orders of the forms found and at recognising their transformative potential. Therefore, designing a house by seeking, from a compositional, constructive and spatial point of view, the consistency and appropriateness of choices that lead to the rewriting of a pre-existing structure is certainly one of the main educational objectives of the course. In this perspective, the following essay aims to outline the methodological reflection underlying the design experience – conducted by a first-year architecture student – by questioning issues that attribute value to the analytical, imaginative and experimental dimensions of knowledge.
Why start designing a house from an existing condition? How are design themes researched and what composition techniques are used to implement them? What is the idea of domestic space underlying the compositional exercise?
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Riscrivere una preesistenza componendo sintassi
Il tema della casa unifamiliare ha costituito da sempre un particolare momento di sperimentazione progettuale grazie al quale esplorare nuovi orizzonti espressivi e linguistici dell’architettura. Un campo della ricerca per certi versi appartato, probabilmente perché impone una riflessione sul luogo in cui interagiscono i pensieri, i ricordi e i sogni dell’uomo, ma al contempo operoso e per certi versi ideale, per meditare su questioni che interessano da vicino la progettazione di un organismo architettonico compiuto. Per esempio: l’idea dell’abitare, l’idea di spazio nonché gli aspetti geometrici, proporzionali, costruttivi e di composizione della forma.
È esattamente in questo orizzonte di ricerca che si delinea il seminario progettuale dal titolo Progettare una casa unifamiliare riscrivendo una preesistenza, tenuto da chi scrive, con la consapevolezza di operare nel mezzo di un percorso accidentato – e per questo ancora più interessante –, alimentato da una intenzionalità proiettata a tradurre la ricerca di un equilibrio in cui si coniuga l’esperienza dell’architetto con il sapere del ricercatore.
L’idea di affrontare il progetto della casa trasformando qualcosa che già esiste, che ha una forma e che in qualche modo genera spazialità ed esprime una materialità, orienta inevitabilmente l’attività laboratoriale verso la costruzione di un punto di vista fondativo sul progetto basato principalmente sull’acquisizione di tecniche d’analisi volte sia all’identificazione di ordini morfologici e spaziali delle forme trovate, sia al riconoscimento del loro potenziale trasformativo. Pertanto, progettare una casa ricercando da un punto di vista compositivo, costruttivo e spaziale, la coerenza e l’appropriatezza di scelte che portano alla riscrittura di una preesistenza è sicuramente uno dei principali obiettivi didattici del corso. In questa prospettiva, il seguente saggio intende delineare la riflessione metodologica alla basa dell’esperienza progettuale – condotta da parte di uno studente iscritto al primo anno di architettura –, interrogandosi su questioni che attribuiscono valore alla dimensione analitica, immaginativa e sperimentale della conoscenza.
Perché intendere il progetto di una casa a partire da una condizione già esistente? Come vengono ricercati i temi progettuali e secondo quali tecniche della composizione vengono messi in atto? Qual è l’idea di spazio domestico sottesa all’esercizio compositivo?
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Nicola Scardigno – Architect and PhD, Researcher, Dipartimento Architettura Costruzione e Design (ArCoD), Politecnico di Bari.